Thursday, February 11, 2016

Samsung Galaxy A, racconta chi sei


E' incredibile come il computer o il nostro cellulare siano entrati a far parte della vita di ognuno di noi.
Il telefono in particolar modo, un po' come un blog, diventa quasi come un diario personale: è sempre al nostro fianco, ci segue durante la giornata, nei nostri spostamenti, nei nostri incontri, nei luoghi che viviamo.

Un amico fidato con il quale è diventato bello scoprire, immortalare e custodire ricordi preziosi, dai viaggi sino ai momenti indimenticabili spesi insieme alla nostra famiglia.

Da quando sono nati i miei due bimbi infatti, perdere uno scatto è diventato assolutamente impossibile. La loro crescita regala giorno per giorno dettagli importanti, essenziali direi, che non possono essere dimenticati.
Stargli dietro è molto faticoso e purtroppo non sempre è facile portare con me la mia reflex per quanto adori le sue splendide foto.

Ma nel tempo fortunatamente, non ho avuto nessun rimpianto. 
Ad aiutarmi in questa ardua impresa infatti, ho avuto al mio fianco le eccezionali prestazioni di un telefono Samsung, che grazie alla sua fotocamera avanzata rende possibile la realizzazione di foto e video ad altissima qualità, nitidi ed estremamente luminosi.

Mi riferisco in particolar modo alla nuova serie di smartphone lanciata da Samsung, ovvero Galaxy A 2016, disponibili in due differenti formati: 5,2 pollici per l'A5 e 4,7 pollici per l'A3 rispettivamente disponibili al prezzo consigliato di 429 e 329 euro.
Ma la novità sta anche nella grande versatilità di questi telefoni, che sembrano realmente adattarsi alle esigenze di ognuno di noi, assecondando i nostri ritmi e assistendoci in ogni necessità. 

Lo stabilizzatore ottico, il sistema antisfocamento e le nuove funzioni Selfie Panoramico, Bellezza Volto e Palm Selfie, sono solo alcuni esempi delle potenzialità di questa nuova tecnologia. 
Fashion blogger come me, viaggiatori incalliti, amanti del buon cibo e della vita, o semplicemente vanitosi, avranno modo di esprimere tutta la propria creatività grazie ad un nuovo inseparabile compagno di viaggio. Provare per credere!. 

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Tuesday, February 9, 2016

Biscotti di Carnevale


"A Carnevale ogni scherzo fritto vale" ma non a casa mia! Non ho la cultura per questo tipo di cottura ed in ogni occasione continuo ad essere fedele a me stessa!  Ho, però, studiato un biscotto colorato e divertente che potesse racchiudere l'allegria della festa come a voler imprigionare un coriandolo in volo e racchiuderlo nel suo cuore...che dite, ci sono riuscita?


Ingredienti x45 biscotti:

350 g di farina da dolci
225 g di burro a t.a.*
150 g di zucchero semolato
3 tuorli di uovo bio
25 ciliegie colorate candite

*Messo fuori dal frigo almeno 1-2 ore affinché risulti morbido.

Ho effettuato l'impasto in planetaria con il gancio a foglia. Si otterranno ottimi risultati anche lavorando a mano come per una normale frolla.
Setacciare la farina. Montare il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere una crema. Unire i tuorli leggermente sbattuti e farli assorbire, quindi unire un cucchiaio di farina alla volta continuando a lavorare a bassa velocità. L'impasto è pronto quando risulta omogeneo e compatto.
Prelevare poco impasto alla volta e formare delle palline grandi quanto una noce (circa 18-20g), adagiarle su una teglia rivestita di carta da forno e proseguire fino ad esaurire tutto il composto. Distanziare i biscotti l'uno dall'altro in quanto in cottura di allargheranno. 
Tagliare le ciliegie a metà e premerle, con il tagli rivolto verso il basso, al centro della pallina appiattendola leggermente.
Cuocere in forno preriscaldato a 170-180°C per 15-20 minuti, dovranno leggermente dorare (valutare sempre i tempi e le temperature in base al proprio forno).
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.
Una volta freddi sono pronti per essere gustati o confezionati per simpatici regalini di Carnevale.
...alla prossima ricetta!


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Monday, February 1, 2016

Painting of the week: The misses Vickers


Figlio di genitori statunitensi, nato in Italia nel 1856, John Singer Sargent inizia il suo percorso artistico proprio all'accademia delle belle Arti di Firenze, sua città natale, per poi proseguire a Parigi, sotto l'irresistibile influenza degli impressionisti francesi. Seguono nuovi viaggi ricchi di ispirazione e fascino in tutta Europa, dall'Inghilterra alla Spagna, sinonimo della sua incessante voglia di crescita e sperimentazione. Attento all'estetica come anche alla psicologia umana ed essendo amante della lettura, attraverso l'osservazione bilaterale dei personaggi ebbe la capacità di circoscrivere la sua attività all'interno dei più importanti ambienti aristocratici europei ed americani dell'epoca, riscuotendo un enorme successo come ritrattista. La sua formazione a questo punto mondiale, era palesata dalle sue medesime parole: "Sono uno statunitense nato in Italia, educato in Francia, che parla inglese, sembro un tedesco e dipingo come uno spagnolo".

Il dipinto che osserviamo quest'oggi è ovviamente un ritratto, The Misses Vickers in cui il soggetto è composto dallo sfondo familiare di tre fanciulle, sorelle, ma molto diverse fra loro.  
Lo scenario, mostra una luce contrastante: la ragazza seduta di spalle che si volta verso il pittore, sembra essere una sorella maggiore, sembra avere maggiore consapevolezza e decisione rispetto alle altre due, pur conservando uno sguardo languido e molto femminile; intreccia le mani, ma in maniera composta, come per ostentare sicurezza. Anche il suo abito è assai più audace di quello delle altre sorelle, più scollato, ricco di pizzi e dalla tonalità più decisa. 
La fanciulla dai capelli rossi, con lo sguardo alto è la più delicata, una caratteristica che rispecchia probabilmente anche l'aspetto caratteriale della giovane. La perfezione con cui è stata dipinta, riesce quasi a far percepire un sorriso trattenuto, forse nella consapevolezza di essere immortalata sulla tela.  La sua pelle, unitamente al vestito bianco, regalano al dipinto una luce diversa, mentre le sue braccia tentano di contornare la sorella vicina.
Può essere che questa scena e anche le singole pose siano state premeditate dall'artista, ma in maniera molto naturale, così da far emergere le reali personalità delle ragazze. 
La sorella al centro, a mio avviso la più enigmatica dell'opera, abbassa la sguardo, non permettendo al pittore di catturarlo. Apparentemente per leggerezza. La stessa con cui sembra sfogliare il giornale che ha fra le mani. Ma in realtà la fanciulla non sembra molto interessata alla lettura. La sua è un'azione volta a celare la timidezza. Anche le sue labbra sono trattenute, ma non dalla risata, sembra piuttosto che non voglia far trasparire alcuna emozione, se non la tranquillità, che le serve a confermare un'ideale padronanza emotiva. Ciò che però è l'autore dell'opera è riuscito perfettamente a rendere è la condizione di calma e serenità domestica, requisito fondamentale che chiarisce anche il perché le famiglie amassero tanto i suoi ritratti.  

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