Lebole gioielli, un mondo in cui si armonizzano tradizione e sperimentazione

Ha radici profonde ed ereditarie, la storia legata a questo marchio introdottosi da qualche anno nel mondo del design del gioiello, un gusto che contraddistingueva già il celebre marchio di confezioni maschili Lebole, fondato negli anni 50′ da Mario Lebole ad Arezzo, sua città d’origine.

Oggi invece, sono Nicoletta e Barbara, rispettivamente figlia e nipote dell’imprenditore a tenere alto il nome della famiglia. Un importante progetto. in cui la complicità tra due donne, il loro comune amore per l’antiquariato, la tradizione, l’artigianato e il loro attaccamento alla terra e alla natura, le ha condotte a risultati eccellenti.
La prima, grande amante dell’arte e dei viaggi, utilizza la sua conoscenza ed esperienza per la realizzazione dei gioielli, che subiranno l’influenza e l’ecletticismo di culture diverse, con il valore aggiunto dell’utilizzo di materiali unici, ognuno dei quali legato ad una sua antichissima storia. La seconda, si occuperà altresì della sperimentazione delle forme e dei volumi, al fine di raggiungere il più alto livello estetico.
Ed è proprio di questi dettagli che oggi voglio parlarvi, raccontandovi come nascono alcune tra le più belle collezioni di Lebole Gioielli.

 

Una delle più belle e significative collezioni del marchio, ispirata alla bellezza delle sete di San Leucio. Protagonisti di questi magnifici pezzi, infatti, sono i preziosi tessuti prodotti dall’Opificio Serico fondato da Leopoldo De Negri, nel 1895.
Quest’ultimo riuscì a continuare la strada già avviata dal nonno Francesco, eccellente artigiano genovese che stabilitosi nell’omonimo paese intorno al 1789 ebbe la fortuna e la gloria di lavorare  per la Real Colonia della Seta, fondata da Ferdinando IV di Borbone nelle adiacenze della Reggia di Caserta.
“Settecento” celebra tre essenziali simboli appartenenti alla cultura aristocratica del diciottesimo secolo: la dama, che col suo fascino e la sua grazia incarna la figura femminile presso le corti italiane, la corona, simbolo di maestà regia e la croce, ulteriore simbolo emblematico di potenza e sacralità, spesso utilizzata nell’araldica nobiliare nonché pontificia.
Gli elementi sono volutamente diversi e possono essere combinati tra di loro a propria scelta, rispettando il motivo conduttore della corona, presente in ogni coppia di orecchini.
Un modo singolare ed innovativo di interpretare i preziosi, se pur tenendo fede alla tradizione ed al passato, indossando  un pezzo di storia che ci appartiene.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una linea nata dal fascino del segreto e della passione. Ispirati alla letteratura divistica giapponese antica, più precisamente dai “Nikki”, ovvero i “Diari” di Lady Murasaki Shikibu, una delle personalità  più significative nel mondo della scrittura analitica ed autobiografica in cui l’autrice rivela tutte le verità nascoste riconducibili alla sua interiorità.
Un diario all’interno del quale celare un ricordo, comunicare un istinto fervente, un messaggio eterno.
Un custode d’eccezione che, rifinito da preziose sete ricavate da antichi kimoni giapponesi, avvolge le nostre confidenze in un eccezionale richiamo di magia e suggestione.

 

 

 

 

 

 

 

 

Un nuovo concetto di gioiello, la cui caratteristica principale è proprio l’unicità.
Una collezione in cui collane, orecchini e bracciali in ottone, sono arricchiti da pietre, pendenti e piccoli oggetti antichi, tutti diversi l’uno dall’altro. Una croce francese, un elemento in osso inciso provenienti da diversi paesi del mondo armonizzano gioielli dalla linea ricercata e senza tempo.
Il lusso di possedere solo per sè qualcosa di irripetibilmente prezioso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutti i prodotti delle collezioni di cui sopra, sono disponibili sullo shop-online Lebole Gioielli

45 pensieri su “Lebole gioielli, un mondo in cui si armonizzano tradizione e sperimentazione

  1. Lilli dice:

    Aprezzo tantissimo questo brand vorrei tanto avere una delle loro creazioni. Le linee sono sempre uniche e prezione, la collezione settecento ed i diari sono i miei preferiti <3 un bacio Benedetta!

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