Skip to main content

Torta di riso massese (versione moderna)

Ammetto di essermi messa più volte alla ricerca della ricetta originale di questa torta ma, quando leggevo 10 o addirittura 12 uova per un impasto di poco più di mezzo chilo, mi faceva male il fegato e rinunciavo. Poi, dato l'insistenza dei familiari nel spronarmi a preparargliela, ho deciso di alleggerire la situazione!
Le uova si sono ridotte a 3, ho utilizzato lo zucchero grezzo di canna al posto di quello raffinato, regalando alla torta una colorazione più brunita rispetto all'originale, ed il latte è categoricamente parzialmente scremato.
Nonostante tutte le mie modifiche, gli assaggiatori hanno promosso a pieni voti questa rivisitazione, godendo anche del bis senza troppi sensi di colpa!



Questa torta di riso si prepara in prossimità della Pasqua e fa parte della tradizione culinaria di Massa e Carrara. In effetti tra le due città è ancora in corso una diatriba per aggiudicarsene la paternità, quel che è certo è che ha origine in questo territorio, in cui il faticoso lavoro nelle cave necessitava di cibi sostanziosi e calorici (da qui l'uso di tante uova che proprio nel periodo di primavera trovavano il loro picco produttivo). 
Si presenta in un sottile strato morbido e caramellato composto da riso, che serve a sostenere l'abbondante crema liscia e profumata che la caratterizza.
Tutti gli anni il 28 aprile a Mirteto, si tiene la festa di San Vitale. In quest'occasione le signore del paese preparano con cura e tradizione la torta di riso da servire insieme al Candia, a fine giornata viene scelta la migliore.


Ingredienti:
(Dosi x1 stampo rettangolare 20x30 cm o x1 vaschetta di alluminio usa e getta da 6 porzioni)

caramello
8 cucchiai rasi di zucchero di canna grezzo (bio-equosolidale)
composto solido
500 g di latte p.s.
150 g di riso (io varietà Baldo)
100 g di  zucchero di canna grezzo (bio-equosolidale)
2 bicchieri di acqua naturale (circa 400 g)
1 stecca di cannella
1 bacca di vaniglia
composto liquido
500 g di latte p.s.
3 uova bio
100 g di zucchero di canna grezzo (bio-equosolidale)
2 cucchiai di cognac 
1 cucchiaino di scorza di limone non trattato

In una capiente pentola versare il riso, il latte e l'acqua. Unire lo zucchero, la cannella e la vaniglia incisa per la lunghezza. Mescolare e mettere sul fuoco. Cuocere a fiamma dolce per circa 30-40 minuti o fino a completo assorbimento dei liquidi. Mescolare verso fine cottura per non farlo attaccare al fondo della pentola. Togliere dal fuoco e far raffreddare. Poi eliminare le spezie e sgranare con una spatola.



Intanto mettere sul fuoco un pentolino con lo zucchero. Farlo sciogliere a fiamma bassa senza mescolare ma muovendo di tanto in tanto il pentolino fino ad ottenere un liquido ambrata e omogeneo.
Versare subito nello stampo ed inclinarlo per fare in modo che il caramello ricopra in modo omogeneo tutta la superficie. Far raffreddare a temperatura ambiente. Una volta solido ricoprire in uno strato omogeneo con il riso precedentemente preparato aiutandosi con il dorso di un cucchiaio.
A parte rompere le uovo In una capiente ciotola e sbattere con una frusta a mano insieme allo zucchero. Unire quindi il liquore, il latte e la scorza di limone. Versare il composto sul riso.
Cuocere la torta in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 1 ora e 15 minuti. Poi aprire lo sportello a spiffero e proseguire la cottura per altri 15 minuti. (Valutare i tempi di cottura in base al proprio forno. La torta è pronta quando la superficie non è più tremolante.)
Sfornare e far raffreddare a temperatura ambiente. Una volta fredda trasferire in frigorifero per almeno 3 ore (meglio tutta la notte).


Passare la lama di un coltellino lungo i bordi della torta per staccarla e rovesciare lo stampo su un vassoio da portata. Tagliare a quadrotti e servire a temperatura ambiente.


Quella che avanza si conserva in frigorifero fino a 4 giorni, avendo cura di riportarla a temperatura ambiente prima di gustarla.


...alla prossima ricetta!

Comments

Popular posts from this blog

Today's character: Ulyana Sergeenko

Trend Alert s/s 2016 - Pom pom sandals

Se non è il tempo a preannunciare la calda stagione, illudiamoci che possa farlo il colore sprigionato da uno dei nuovi oggetti di desiderio per l'estate 2016: i sandali con pon pon. Greci di nascita, questi calzari dall'aspetto allegro e variopinto, sono destinati, come già sta accadendo a divenire uno dei must have della bella stagione; superflat ed in cuoio chiaro, sono decorati da innumerevoli pon pon e perline colorati, ciondoli, frange e chi più ne ha più ne metta. L'essenziale è che siano ricchi di colore e che accendano (finalmente!) la nostra voglia di mare. Gli accostamenti sono semplici poiché ogni colore si adatta bene alle mille nuance di questi graziosi sandali, ma personalmente, punterei sul bianco o su colori neutri, per accentuare il contrasto di colore. Molto carini con un abito sangallo, stanno bene anche con degli shorts di jeans ed una camicia a spalle scoperte, ma possono essere indossati anche con stampe ricche e ben più impegnative, come vuole la t…

Gentleman 3.0

Quando ho aperto questo blog, molti non credevano nel suo stile.  Pensavano: troppo elitario, un po' arcaico.  Le oxford shoes femminili erano considerate al limite del ridicolo, mentre oggi sono le scarpe in assoluto più utilizzate dalle donne. 
In tempi recenti però (e grazie al cielo) è emerso come l'amore e la dedizione per gli oggetti ed le attività legate al passato abbia affascinato e continui a coinvolgere un sempre crescente numero di persone.

Questo perché è proprio nel passato che noi troviamo le nostre radici, che riscopriamo valori autentici spesso messi da parte.
Uno di questi è proprio la cura nei dettagli, che anche gli uomini hanno riscoperto, recuperando  un' immagine più signorile, ricercata ed affascinante. Ed è qui, tra gli hipster e i nuovi gentleman, tra un tatuaggio old school ed un accessorio vintage, che si collocano i nuovi must have di una categoria a parte, una generazione di uomini che ha deciso di riscoprire le buone maniere e le routine uti…